Lodi, mensa e scuolabus pagati tutto l'anno ai bambini stranieri
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Il Comune di Lodi ha richiesto (come da prassi) alle famiglie immigrate di pagare la retta per intero se non possono dimostrare di non avere alcun bene nei Paesi d’origine; per questo motivo 200 alunni sono rimasti "esclusi" dai servizi di mensa e trasporto scolastico. La Giunta comunale non ha ceduto alle diffuse proteste degli organi informativi di sinistra, perciò è subito nata un'importante mobilitazione che ha portato a raccogliere 145mila euro per i 200 alunni stranieri.
Essi potranno quindi ricevere gratuitamente i servizi di mensa e trasporto scolastico (si intende il cosiddetto scuolabus) utilizzando il denaro raccolto, senza quindi dimostrare di non essere in grado di pagare per tali servizi.
Numerosissime sono state le risposte di approvazione da parte di conosciute figure istituzionali, fra le quali Laura Boldrini, che ringrazia coloro che hanno donato, definendo "apartheid" l'idea di giustizia leghista.Il mio Paese non è quello in cui nelle mense scolastiche i bambini vengono smistati a seconda della nazionalità dei loro genitori— laura boldrini (@lauraboldrini) 15 ottobre 2018
Il mio Paese è quello che si ribella a questa idea di apartheid e in poche ore raccoglie 90 mila euro per garantire i diritti di tutti#Lodi
Basterebbe tuttavia riflettere per rendersi conto che la Giunta non ha voluto discriminare i cittadini stranieri, ma semplicemente è richiesto loro di dimostrare sufficientemente che nei loro Paesi d'origine non hanno possedimenti che gli permetterebbero di pagare per i servizi richiesti; ora viene spontaneo chiedersi: è così sbagliato chiedere tali prove di fronte ad una richiesta di ottenere servizi gratuiti, pagati dai contribuenti italiani? Lascio a voi la risposta.
Il Comune non ha atteso a spiegare chiaramente le sue motivazioni: «A Lodi non si fa nessuna discriminazione – spiega il sindaco leghista –. I cittadini extracomunitari, come prescrive la legge, oltre alla dichiarazione dei redditi valida per l’Italia devono produrre una certificazione che attesti redditi e beni immobili e mobili registrati nei Paesi d’origine. Se le domande presentate da cittadini non appartenenti alla Ue risultano carenti della documentazione richiesta, gli uffici le valuteranno una ad una».
Quindi si tratta esclusivamente di una mancata attività burocratica, da parte delle famiglie immigrate, nel dimostrare ciò che possiedono all'estero; sarebbe bastata tale documentazione (con esito positivo) per garantirgli l'assegnazione del servizio gratuito.
Un'ultima domanda è d'obbligo: coloro che hanno donato per queste persone (che, ricordo, non hanno ottenuto tali vantaggi per una loro mancanza), avrebbero fatto lo stesso per 200 bambini italiani in difficoltà economica? Avrebbero condiviso, mobilitato, speso e si sarebbero indignati se a non ricevere tale vantaggio fosse stato un loro connazionale?

QUESTA è LA VERA VOCE DEL GIORNALISMO!!!! FINALMENTE!!!
RispondiEliminaSono Indinniato!1!!11 Vergogniaaa, ruspa
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