"Dopo aver abusato del suo corpo ridevano e si scambiavano pacche sulle spalle". Solo 16 anni di carcere per il congolese.
"Dopo aver abusato del suo corpo ridevano e si scambiavano pacche sulle spalle. Il branco non le ha lasciato un attimo di tregua. L'hanno violentata ripetutamente, più di una volta ciascuno. Quando terminavano, e lei era svenuta, la trascinavano in riva al mare, dove le gettavano acqua in faccia, in modo che si riprendesse più velocemente per ricominciare a stuprarla."
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| Guerlin Butungu |
Un giovane deciso, freddo, violento. Guerlin Butungu, 20 anni, congolese, era armato con un coltello che secondo gli inquirenti non avrebbe esitato a usare in caso di pericolo. Butungu, profugo per ragioni umanitarie era arrivato a Pesaro a novembre 2015. E' lui l'unico maggiorenne del branco che ha violentato una turista polacca, picchiato il compagno e poco dopo ha stuprato una transessuale peruviana la notte dello scorso 26 agosto; si parla di stupri ripetuti, di una violenza inaudita, di minorenni (ed un solo maggiorenne, proprio Butungu) che picchiano un uomo al fine di stuprare la fidanzata: una storia orribile di cui si prova vergogna solo a parlarne.
Lo scorso aprile i difensori di Butungu, scappati al linciaggio della popolazione, avrebbero affermato: "Una vita difficile, non violentò nessuno."
I temi sono sempre gli stessi da qualche anno a questa parte: stupri e violenze da parte di immigrati avvengono a causa della loro difficile vita precedente, come se questa fosse una scusante adeguata a giustificare ciò che hanno commesso.
E' davanti agli occhi di tutti che stupro e violenza non sono mai giustificabili, e sorprende che degli avvocati siano stati in grado di fare un'affermazione talmente ignobile.
Il processo è arrivato al capolinea da appena una manciata di giorni e, ovviamente, non sono mancate le polemiche.
Butungu resterà in carcere (salvo sconti) per 16 anni; la conferma della condanna già comminata in primo grado è arrivata oggi dalla Corte d'Appello di Bologna. La corte ha respinto la richiesta della difesa di riconoscere le attenuanti generiche per il ragazzo di 21 anni e accolto invece la tesi delle vittime che chiedevano la conferma della condanna; stupisce ancora la richiesta di accettare le attenuanti generiche, quasi a voler giustificare ulteriormente questo giovane, accettato nel nostro Paese, contribuendo al suo degrado.
E' lecito chiedersi: è giusto che fra una decina di anni, una persona che ha rovinato la vita a tante altre persone, che ha commesso stupri e violenze, sia libera di camminare e vivere nel nostro Paese? Fra qualche anno Butungu sarà in libertà; chi garantisce che non commetta più i reati a cui ha dimostrato essere avvezzo?
Non esiste una risposta a queste domande; tuttavia ci si può soltanto augurare che, quando avverrà la sua scarcerazione, vengano presi provvedimenti immediati per promuovere la sua espulsione.

Violenza gratuita.. condanna troppo breve.. dopo la scarcerazione, via subito!!!
RispondiEliminaSPERIAMO che in galeravenga sodomizzato ripetutamente per i prossimi 16 anni
RispondiEliminaQuando uscirà dal carcere troverà qualcuno che finisce il “lavoro”
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