Libia: quasi 700.000 persone pronte a partire per l'Italia
Dopo il rifiuto di Malta a soccorrere 70 migranti (per l'articolo dedicato cliccare qui), è scoppiato nuovamente il caso migranti; si tratta di una questione difficilmente risolvibile dal Governo italiano che, da solo, può fare ben poco per contrastare l'immigrazione clandestina.
La soluzione più efficace finora tentata è quella del neo eletto Ministro dell'Interno che, bloccando gli sbarchi ad opera delle Ong, ha ridotto drasticamente anche il numero di partenze, provando che qualcosa si può fare, se c'è la volontà di migliorare le cose; la risposta europea a ciò, però, non si fece attendere a lungo, infatti Matteo Salvini viene quotidianamente aspramente criticato da chiunque sia a favore dell'immigrazione senza controllo e senza scrupoli.
Ad oggi la diminuzione degli sbarchi è sensibile, ed il dissenso fra le varie fazioni socio-politiche in italia è palpabile: solo pochi giorni fa una protesta studentesca ad opera di giovani di sinistra, si è trasformata in un costante e deplorevole vilipendio alle Istituzioni dello Stato, con un tentativo di umiliazione pubblica a danno dei ministri Salvini e Di Maio.
E' proprio in questo clima di tensione che L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), costola dell'Onu, ha registrato la presenza di 669.176 migranti sul territorio libico, che sarebbero pronti ad attraversare il Mediterraneo per giungere in Italia, essendo essa il Paese più vicino e con più probabilità (ad oggi) di accoglienza, dato il totale menefreghismo dimostrato da tutti gli altri Stati europei, bravi e generosi con le parole, ma meno con i fatti.
Secondo i dati raccolti sul terreno le nazionalità maggioritaria provengono dal Niger, l'Egitto, il Chad, il Sudan e la Nigeria. I nigerini fanno la parte del leone con 130.087 persone, quasi il 20% del totale dei migranti in Libia. Gli egiziani, flusso sottovalutato, sfiora le 100mila unità (14%) e dal Chad sono arrivati in 91.904. Poi seguono i nigeriani (64.980) e gli africani del Ghana (46.726) e del Mali (36.152).
Bisogna tenere a mente che la stragrande maggioranza dei migranti provenienti dai primi 5 paesi non fuggono da guerre, ma per motivi economici; questo significa che se arrivassero in Italia non avrebbero diritto all'asilo e sarebbero di fatto dei clandestini, da aggiungere alla già enorme quantità di irregolari presenti nel nostro Paese.

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