Proteste studentesche: a fuoco manichini di Salvini e Di Maio
Quella odierna è un giornata di grandi proteste, manifestazioni studentesche più o meno civili in diverse città italiane; una protesta che, come accaduto qualche giorno fa a Milano, affonda le sue radici nel malessere di un impianto scolastico lasciato a dir poco allo sbando dalle precedenti esperienze di governo, ma che si apre poi verso tematiche che nulla hanno a che spartire col sopra citato contesto. Il passo è breve dai problemi legati alla qualità dell’istruzione ed ai costi insostenibili sia nelle scuole che a livello universitario, fino alle pesanti critiche relative ancora una volta alle politiche nazionali sulla questione immigrazione e accoglienza.
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| Due manichini, raffiguranti i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, sono stati bruciati dagli studenti a Torino. |
La protesta, quindi, è volutamente originata da motivazioni scolastiche, ossia dai tagli adoperati dal Governo; i manifestanti, fieramente appartenenti a quella corrente politica che, dopo il 4 Marzo scorso, ha subito pesanti sconfitte anche in campo internazionale, non hanno aspettato a lungo prima di scoprire quello che era il loro vero scopo: nel corteo sono infatti comparsi manichini raffiguranti Luigi Di Maio e Matteo Salvini, dati alle fiamme dinanzi agli uffici della prefettura, dove si stanno ora concentrando le proteste.
Si tratta di un gesto a dir poco vigliacco, ignobile e irrispettoso nei confronti delle due cariche dello Stato menzionate e, ugualmente, nei confronti della maggioranza del popolo italiano, quella parte che li ha votati; va tuttavia ricordato che l'attuale Governo ha ricevuto una chiara e piena maggioranza, quindi tali proteste riguardano la volontà di una netta minoranza della popolazione.
Numerosi gli striscioni ed i cartelli contro il governo, come “Una scuola sicura è antirazzista e antifascista” o “Lega Salvini e lascialo legato”. Nella piazza Castello, inoltre, sono state affisse su dei lampioni alcune immagini dei vicepremier, poi imbrattate di vernice rossa, a simboleggiare le morti in mare che vengono loro imputate per le politiche sull'immigrazione tanto contestate nei cortei.
In questo contesto, in cui la scuola è definita "sicura" se "antirazzista ed antifascista", una città come Pisa è costretta a dotare i cittadini di spray al peperoncino come arma di autodifesa, data l'ormai insostenibile situazione di criminalità e violenza.
Il verdetto sull'accaduto, da parte di coloro che hanno pensato la protesta, non tarda ad arrivare: “Il corteo termina a Palazzo Nuovo in assemblea, oggi abbiamo dimostrato che nessuno ci può fermare, ci siamo ripresi i nostri spazi contro un governo repressivo e le sue politiche di discriminazione. Daje regà ci vediamo nelle piazze e nelle strade!”. E' questo il commento trionfante su Facebook del Kollettivo Studenti Autorganizzati (Ksa) di Torino.

Davvero incredibile, dovrebbero vergognarsi e dedicarsi a studiare
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